Le stampanti 3d sono il futuro

I modelli di stampanti 3d alla portata di tutte le tasche sono arrivati.

Viviamo in un mondo tridimensionale, ma nonostante questo la tecnologia ci ha abituati a lavorare con oggetti 2d. C’é sempre stata una barriera tra il nostro mondo e quello con cui stavamo interagendo attraverso il nostro schermo. Ma le cose stanno cambiando. Tecnologie come la realtà aumentata ci permettono finalmente di traportare oggetti bidimensionali nel mondo quotidiano ed é proprio questo il punto delle stampanti 3d: toccare con mano quello che si vuole creare.

NONOSTANTE TUTTO LE STAMPANTI 3D SONO PIÚ COMPLESSE DA USARE DI QUANTO SI PENSI

Pagata circa 300 euro, lo scorso inverno mi é arrivata a casa una stampante 3d chiamata “Da Vinci Mini”. Di fatto é davvero mini, soprattutto rispetto alle stampanti viste fino ad adesso, decisamente inadatte ad un uso casalingo. Non solo per le dimensioni ma anche l’eccessiva difficoltá di utilizzo e reperibilitá dei materiali usati. Problemi che la Da Vinci risolve in quanto é piccolina (come una stampante tradizionale) e usa materiali standard facilmente acquistabili nei negozi online. Non é comunque un giocattolo e richiede una certa manualità soprattutto le prime volte che la si utilizza. La produzione degli oggetti non é comunque immediata in quanto, a causa dell’inesperienza iniziale, gli oggetti si staccheranno dalla base a metá della produzione, l’estrusore si bloccherá e il filamento del materiale usato si spezzerá più volte. Bisogna studiare bene il modello che si vuole stampare, verificare che la stampante sia configurata correttamente e soprattutto avere molta pazienza: la produzione dell’oggetto (se si setta la qualità medio/alta del modello) impegherá dalle due ore per i modelli più semplici e piccoli fino a oltre 6 ore per quelli più grandi e complessi. Per non parlare dell’odore di plastica nella stanza a lavoro completo e della temperatura della macchina (l’estrusore raggiunge i 200 gradi a pieno regime). É comunque una meraviglia vedere letteralmente l’oggetto che abbiamo scelto essere costruito davanti ai nostri occhi, strato dopo strato. I programmi che ho utilizzato per la gestione della stampante sono ottimi, ne ho utilizzati due: il primo é quello originale della stampante (che ho usato per la calibrazione e la manutenzione della stampante) e l’altro si chiama “3D Builder” che é preinstallato in ogni computer Windows 10 (probabilmente l’avete anche voi) per lo studio e la modifica degli oggetti. Esiste inoltre un vero e proprio sito internet di Microsoft, chiamato “Remix 3d”, in cui scaricare tantissimi modelli 3d creati dalla comunità e magari modificarli con Paint 3d. Ho quindi utilizzato solo software Microsoft per questa prova. Funzionano sorprendentemente bene, ma ho notato una certa confusione e ridondanza. C’é “Remix 3d” che é il sito della comunità, “Paint 3d” per la modifica dei modelli 3d, poi bisogna aprire separatamente “3d Builder” per fare sostanzialmente la stessa cosa ma inviare il file per la stampa. C’é ancora un’altra app chiamata View 3d che serve esattamente per fare alcune delle cose di 3d builder e paint 3d, semplicemente peggio. Sarebbe stato molto meglio un software unificato per fare tutto. Cosí si crea confusione nella testa degli utenti meno esperti che ripiegheranno sicuramente su altri software ed é un peccato perché alla fine questi sono semplici e intuitivi, una volta capito quali ci sono più utili.

LA STAMPA DEGLI OGGETTI É ANCORA TROPPO LENTA

Le potenzialità delle stampanti 3d sono incredibili, soprattutto a livello industriale ma anche a livello casalingo. Permettono infatti di creare da zero oggetti che richiederebbero procedure complessissime per essere prodotti o richiederebbero addirittura una vera e propria officina. Su quest’ultimo punto peró non siamo ancora arrivati a livelli eccezionali: primo problema su tutti é il tempo di stampa, davvero fin troppo lungo per oggetti anche relativamente piccoli e semplici. É sicuramente meglio dell’alternativa di produrre l’oggetto con i metodi tradizionali, ma a livello casalingo può essere davvero noioso aspettare delle ore per un semplice bottone. Bisogna inoltre avere una certa manualità ad per configurare fisicamente la stampante e ad esempio cambiare i colori del filamento. In ogni caso, questo é il futuro: non vedo l’ora di vedere dove ci porterá tutto questo.