Quattro giorni da vero studente universitario, ecco com’è andata

Dopo aver superato a Marzo il test d’ingresso, mi è stata offerta l’opportunità di passare 4 giorni immerso completamente nell’atmosfera universitaria del politecnico, con visite ai laboratori e lezioni simulate con altri 50 studenti provenienti da varie scuole superiori. Ho accettato quasi istantaneamente, spinto più dalla curiosità di avere un assaggio di quello che mi aspetterà tra non troppi mesi piuttosto che un reale interesse a imparare in anticipo tutto ciò che avrebbero detto durante le lezioni. Ecco come è andata e tutto ciò che ho capito di questo “nuovo mondo”.

L’ECCITAZIONE E IL DRAMMA DI NON AVERE IDEA DI COSA ASPETTARSI

Quando sono esaltato per qualcosa non riesco a rilassarmi e per questo la notte all’indomani del primo giorno ho dormito solo per qualche ora. C’era anche una certa paura di rimanere delusi da quello che avrei trovato. Di certo doversi svegliare allo stesso orario di quando vado a scuola normalmente non ha aiutato ma non mi lamento: dopotutto il politecnico poteva essere estremamente più lontano e in quel caso avrei dovuto svegliarmi decisamente più presto per prendere il treno. Poteva andare peggio, insomma. La struttura della sezione di Bovisa dell’università non mi era nuova dato che l’avevo già visitata in occasione del test di ingresso, anche se solo in parte. Dopo essere arrivato ovviamente in ritardo di qualche minuto (giuro che non lo faccio apposta), ci sono state le presentazioni ed è iniziata quella che idealmente sarebbe stato il primo giorno di università. Tolta la pausa pranzo, sono state 4 ore di spiegazioni. Detto così sembra un disastro e una depressione ma vi assicuro che non lo è. Dimenticatevi le lezioni che siamo sempre stati abituati a subire alle superiori. I professori semplicemente sanno spiegare. Non solo conoscono la materia ma ne sono anche appassionati. Ovviamente cerco di non generalizzare, ma siamo certamente ad un livello infinitamente superiore a quello che abbiamo sempre visto. Tu sei in aula e se l’argomento ti interessa anche solo un minimo non puoi non ascoltare.

NON SI E’ MAI SOLI

Anche la vita universitaria mi è parsa decisamente più godibile. Sei finalmente considerato un individuo adulto, nel bene e nel male. Basta stupide regole, obblighi e limitazioni. Ora è la scuola che si modella attorno alle esigenze dello studente e non il contrario come è avvenuto fino ad ora (ovvero che era lo studente a doversi sottoporre alle richieste della scuola). Tu puoi andare dove vuoi e quando vuoi. Semplicemente ti gestisci tu la tua giornata, che non sarà mai uguale alla precedente. E’ tua discrezione, per gran parte dei corsi, se e quando dare esami o frequentare lezioni. Se hai un progetto personale puoi farlo e l’università di incoraggia pure dandoti supporto, spazi e momenti per farlo conoscere alle aziende. Tutto è quindi più dinamico, interessante e coinvolgente. A patto ovviamente di essere responsabili e preparati.

E’ proprio un cambiamento di mentalità: anche le interazioni con gli altri cambiano radicalmente. La quantità di persone nuove che conosci è potenzialmente impressionante, perchè ci sono numerosissimi  corsi diversi e quando si lavora a qualcosa non si è mai soli. Ci sarà sempre l’ingegnere, il Gestionale e il Designer che lavorano insieme perchè in questo modo ognuno può dare il meglio delle proprie competenze per creare qualcosa di migliore.

Passione, creatività e capacità personali non hanno mai avuto così tanta importanza, mai.

IL LUOGO

Nel pomeriggio del secondo giorno mi sono dedicato all’esplorazione approfondita del posto. Di certo la Bovisa non è uno dei luoghi più belli di Milano e non è il massimo della gioia dato che è prevalentemente un quartiere industriale. Le cose comunque cambiano quando si è all’interno dei campus del Politecnico. Non sono enormi ma sono molto moderni e confortevoli. Ci sono spazi per molte attività e sono in costruzione nuove aree, ad esempio per i Gestionali a breve arriverà una nuova biblioteca e una nuova aula magna ma sono in ristrutturazione anche molti altri edifici sempre di proprietà del politecnico mentre molti spazi “sono in fase di ripensamento”. Da qua a 15 mesi potrebbe quindi cambiare di tutto da questo punto di vista.


Ci sono ragazze al politecnico?

 Assolutamente si. Il fatto che non ci siano è un pregiudizio abbastanza comune ma nel caso del politecnico a Milano non è per niente così. Ovviamente ci sono differenze abbastanza importanti tra le aree. Parlando di Milano Bovisa, c’è Design dove la percentuale è pari almeno all’80%. A Gestionale, che poi è dove più mi interessa dato che sarà il mio corso, c’è un oscillazione tra il 40% e il 60% (parliamo quindi di più di 300 ragazze nuove ogni anno). Triste la situazione nelle altre ingegnerie, con un picco negativo del 3% a Ingegneria Meccanica. Dopotutto ho scelto Gestionale per più di un motivo…


 L’UNIVERSITA’ NON E’ SOLO L’ENNESIMO NUOVO CORSO DI STUDI

Secondo il mio smartwatch  durante quei giorni ho fatto più di 40 mila passi, percorrendo quasi 45 chilometri a piedi. Il fatto è che non ho sentito questa fatica perchè credevo fermamente nell’utilità di quello che stavo facendo e perchè mi piaceva. E’ lo stesso concetto che si può applicare allo studio universitario: possiamo prendere tutto sottogamba e far finta che non sia una scelta che influenzerà i prossimi 30 anni della nostra vita oppure possiamo cogliere l’occasione per passare al livello superiore. Io ho scelto la seconda, studiandomi le possibilità che mi permetteranno non solo di studiare all’università quello che più desidero fare in futuro ma di vivere al meglio e a 360 gradi anche tutto ciò che gira attorno a quel periodo della nostra vita. Non ho mai detto e non dirò mai che sarà facile. Sono sicuro che, nonostante tutto quello che ho detto, i giorni precedenti all’inizio sarò comunque terrorizzato, temendo che nulla delle cose che ho scritto possano veramente realizzarsi. Ma d’altra parte i nuovi inizi sono sempre una scommessa e una sfida, che però per ora hanno sempre dato risultati positivi per quanto mi riguarda. Spero che questa tradizione continui perchè gli elementi per far si che questo accada ci sono tutti: se questa fosse stata la prima settimana di Università sarei stato enormemente soddisfatto.