Si, guidare un auto è davvero fantastico

Non me lo aspettavo. Quando ho iniziato a studiare per ottenere la patente, lo facevo più per necessità e comodità di averla più che per chissà quale desiderio di libertà e fare viaggi. Consideravo esagerati quelli che mi dicevano che ottenerla era un punto di svolta importante.

Ma adesso, dopo circa 30 settimane dalla consegna della patente e una media di 100 km percorsi al mese, mi sono reso conto che mi sbagliavo. Forse anche perchè nell’ultimo anno è cresciuto esponenzialmente il mio desiderio di visitare posti nuovi, ma in ogni caso mi sbagliavo di grosso.

E’ una di quelle cose che non si sa di desiderare fino a quando non la si prova. Non si tratta solo di essere davvero liberi di poter raggiungere qualsiasi luogo in modo veloce e indipendente. Si tratta anche della possibilità di poter finalmente essere in un mondo che abbiamo sempre visto da un particolare punto di vista: quello del pedone. Tutti noi in passato abbiamo osservato i nostri genitori o altre persone guidare queste auto e ci siamo chiesti cosa si provasse ad usare direttamente il volante ed essere quindi noi stessi gli automobilisti in una vita che abbiamo sempre visto dall’altro lato della barricata.

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Ma guidare non è un gioco. Non nascondo che all’inizio, un paio di volte, ho davvero temuto per la mia vita: un passaggio strettissimo, una svolta con angoli ciechi, pedoni che attraversano all’improvviso, pozzanghere enormi con il rischio di sbandare….sono moltissime le situazioni pericolose che possono capitare, ma dopo un po’ ci si fa l’abitudine, si sta più attenti e ci si rende conto fino a dove ci si può spingere con la propria auto. Essere alla guida porta un enorme carico di responsabilità che spesso durante lo studio pre-esame non viene percepito. Una mossa sbagliata nel momento sbagliato e le conseguenze potrebbero essere disastrose. Per questo consiglio sempre di fare molte guide con l’esaminatore prima di dare l’esame pratico. Fregatevene di avere fretta, o delle spese aggiuntive. Se fate un incidente, per pagare i danni vi serviranno molti più soldi rispetto a quelli spesi in un oretta di guida in più. Per non parlare delle conseguenze psicologiche.

Forse però è proprio questo il fascino: poter essere liberi ma anche con un carico di responsabilità non da poco. La sera tardi, dopo le 23:00, è il momento che più preferisco: strade quasi deserte, poche luci e una brezza notturna inconfondibile…elementi che spesso mi fanno prendere la strade più lunghe solo per passare più tempo in quell’atmosfera quasi magica.

 

Ma purtroppo il mercato delle auto è fermo da più di 20 anni. Non si sono viste grandi innovazioni nel modo di guidare ma le cose stanno cambiando. Le “connected car”, ovvero auto con connessione internet, stanno prendendo piede e presto non potremo farne a meno.

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Tutto sommato l’interazione dell’auto con il resto dei nostri dispositivi è rimasto pari a zero e questa nuova tipologia di auto avrà un vero e proprio sistema operativo (già esistono Andorid Auto e CarPlay, rispettivamente di Google e Apple) in grado di eseguire il mirroring delle applicazioni del cellulare, ricevere chiamate o sincronizzare la musica che stiamo ascoltando dal pc di casa (in particolare mi interessa quest’ultimo punto, visto che alla radio passano il 90% del tempo a parlare del nulla invece che mandare bella musica). Cose molto più concrete rispetto alla macchina autopilotata, fattibile ma ancora al centro di discussioni etiche più che tecniche. Perchè, a chi interessa, il piacere di guidare è insostituibile.