Realtà virtuale: affascinante ma (quasi) inutile

Quando recentemente ho trovato su Amazon un visore per la realtà virtuale a meno di 15 euro, invece dei 100 e passa necessari normalmente, l’ho acquistato quasi a scatola chusa. Ovviamente la differenza di prezzo è la conseguenza del fatto che la marca non è di certo la più conosciuta, ma ho deciso comunque di testare questa nuova tecnologia che non ho mai provato in modo approfondito.

“Visore per la realtà virtuale” suona tanto tecnologico ma non è altro che un pezzo di plastica con delle lenti in cui inserire il proprio smartphone. Certo, ci sono anche visori super avanzati come Oculus Rift e Playstation VR che devono però essere collegati ai PC, sono molto più costosi e sono dedicati quasi solo al gaming. Con quelli classici invece si possono provare una moltitudine di esperienze non indifferenti: si passa dalla completa immersione nei video a 360 gradi a giochi minori che supportano questa nuova tecnologia. La differenza tra usare normalmente il cellulare e abilitare la modalità VR, inserendo poi il cellulare nel visore, è la completa immersione dell’ esperienza. Si ha davvero la sensazione di “essere dentro” quello che si vede. Immaginatevi ad esempio una ripresa di un immersione sott’acqua. Se filmato a 360 gradi (tramite una particolare videocamera) e indossate il visore, potete girare la testa e vedere il paesaggio circostante, il tutto mentre il video continua ad andare. La prima volta che si vive questa esperienza è davvero impressionante.   20160527_122547840_iOS

I limiti attuali della tecnologia sono però evidenti e la rendono ancora lontana da essere considerata imprescindibile. Innanzitutto l’idea stessa di avere un visore sulla testa non è il massimo della comodità. Inoltre utilizzando il VR teniamo il cellulare vicinissimo agli occhi, rendendo di gran lunga più evidente i dettagli e di conseguenza i difetti. Perfino con un Iphone 6s riuscirete a contare ogni singolo pixel sullo schermo. Stessa cosa per i video a 360 gradi: per avere un esperienza un minimo soddisfacente dovranno almeno essere in 2k, altrimenti vedrete semplicemente un video sfuocato. Molto sfuocato. Scordiamoci inoltre di effettuare sessioni prolungate: gli effetti su (molte) persone sono gli stessi della tecnologia 3d nei film, quindi mal di testa e nausea.WP_20160527_14_24_20_Rich.jpg

Manca inoltre una vera e propria funzionalità che spinga davvero all’acquisto di questi visori. Ok, all’inizio può essere divertente e molte esperienze sono comunque interessanti ma una volta passato neanche troppo tempo lo si metterà in un cassetto a prendere polvere, tirandolo fuori solo quando non si ha davvero niente da fare o se c’è in casa qualche amico curioso. Qualcosa di carino, insomma, niente di più. Almeno per ora: è troppo presto per dire fino a dove arriverà questa tecnologia e quanto sarà davvero apprezzata nel corso del tempo.

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No, la dimensione degli occhi non è la conseguenza di un uso prolungato del VR. E’ solo un effetto ottico.