La mia giornata tipo (2016)

Dopo anni di duri ed intensi esperimenti per cercare di trovare il giusto equilibro tra il sonno e la necessità di dover andare a scuola alle 8 del mattino sono giunto alla conclusione che l’ora perfetta per impostare la sveglia è esattamente alle 7:10. Trovando nel buio la sorgente della dolce melodia (si fa per dire) che mi ha strappato via dai miei sogni, ritardo la sveglia di altri 10 minuti: dovrò riuscire infatti nell’arco di questo brevissimo tempo a riprendere sufficiente conoscenza per alzarmi dal letto e iniziare la giornata.

DOPO ANNI DI ESPERIMENTI SONO GIUNTO ALLA CONCLUSIONE CHE L’ORARIO GIUSTO PER LA SVEGLIA E’ ALLE 7:10

Così, alle 7:20 precise, la sveglia risuona e mi alzo dal letto. Rimbocco le coperte e metto tutto in ordine, così sono sicuro che durante questo terribile sforzo mi sveglio al 100%. Quando esco dalla stanza sono ormai le 7:30 e faccio una veloce colazione con brioche e biscotti. Al diavolo quelli che dicono “la colazione è il pasto più importante della giornata”. Nel frattempo accendo il cellulare e verifico che non ci sia stato qualche messaggio o novità notturna degna di nota.

Alle 7:40 precise è tempo di prepararsi per uscire: mi lavo le mani e dopo aver messo le lenti a contatto mi faccio da solo i complimenti per quanto ormai sono diventato bravo a metterle e aver realizzato uno dei sogni della mia vita (ovvero buttare via quei dannati occhiali).

Sono le 7:50 e come tutti i giorni la paura di arrivare in ritardo prende sempre di più il sopravvento col passare dei secondi. Zaino in spalla, esco di casa in un intervallo che va dalle 7:51 alle 7:5

L’arrivo a scuola è sempre molto divertente.

Sono le 8:02 e, anche se tecnicamente in ritardo, per volere del destino o la prof non è ancora entrata oppure arrivo sempre prima dell’appello e mi salvo SEMPRE, con silenziosi ma comprensibilissimi insulti dei compagni che arrivano da chissà quale posto e sono già in classe da 10 minuti.

Ora, le giornate sono molto diverse, ma hanno sempre degli elementi in comune. I primi minuti della prima ora sono sempre dedicati alla disposizione dei posti che, nonostante siano stati assegnati dopo un’attentissima e lunghissima analisi da parte dei professori, cambiano costantemente tutti i giorni a seconda della necessità o voglie del momento. Il mio record è stato 6 posti diversi in una settimana.

LE GIORNATE SONO MOLTO DIVERSE MA HANNO SEMPRE DEGLI ELEMENTI IN COMUNE

Dopo aver espresso il sospetto che gli assenti della giornata abbiano balzato deliberatemente, inziano le lezioni. L’attenzione e l’impegno c’è, anche se a scalare verso il basso con il passare delle ore. C’è sempre qualcuno che dice di prendere appunti con l’Ipad che ci hanno dato in dotazione, ma le mani finiscono spesso per muoversi sullo schermo in modo fin troppo sospetto per stare solo prendendo appunti. Ognuno di noi conosce poi le debolezze del proprio compagno di banco e la tentazione di fare scherzi e far fare figure di M è spesso troppo forte.

Ma i momenti di vero delirio arrivano tra una lezione e l’altra. In quattro anni se ne sono viste di tutte, ma le situazioni ricorrenti sono quelle in cui volano astucci, libri e penne come se non ci fosse un domani. Normalmente il bersaglio è o un compagno o, da parte degli aspiranti adepti di Michael Jordan, il cestino di classe.

LE SITUAZIONI RICORRENTI SONO QUELLE IN CUI VOLANO ASTUCCI, LIBRI E PENNE COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI

Alla fine della terza ora la classe comincia ad agitarsi. Sta per arrivare il momento più importante della mattinata: l’intervallo e/o momento merenda. Al suono della campana c’è chi corre rischiando la propria vita sulle scale cercando di raggiungere per primo il bar ma trovando sempre così tanta coda che una volta risalito con il panino è tempo di ricominciare la lezione. Comprensibili gli sguardi di grande delusione sui loro volti. Personalmente mi porto dietro il mio personale panino al Philadelphia.

Ora, questo particolare panino è celebre perchè è diventato un po’ il mio simbolo da moltissimi anni. Dove c’è Flavio c’è anche un panino al Philadelphia e dove c’è un panino al Philadelphia c’è anche Flavio. Non ho praticamente mai mangiato nient’altro durate l’intervallo e per questo quando capitano quelle rarissime volte che lo dimentico c’è sempre grande preoccupazione riguardo la mia salute. Io, pur in agitazione nella consapevolezza di non potermi nutrire del mio pane quotidiano, rassicuro sempre.

L’ultima ora di ogni giornata è puramente fatta di chiacchere, scherzi e distrazioni. Così come il sabato. Ecco, diciamo che il sabato è considerato come un giorno di scuola ma è come se non lo fosse, con buona pace dei professori.

IL SABATO E’ CONSIDERATO COME UN GIORNO DI SCUOLA MA E’ COME SE NON LO FOSSE

Alle 13:00 si esulta per la fine delle lezioni e ognuno va per la propria strada. Dalle 13:15 alle 15:30 ci sono i momenti più sacri: pranzo e mi rilasso completamente, guardandomi un film, un episodio di qualche serie televisiva o semplicemente leggendo le notizie della giornata. La mia scelta dipende fortemente dall’umore e il tempo a mia disposizione. Dalle 15:30 alle 16:00 mi godo gli ultimi momenti di silenzio. E’ la quiete prima della tempesta. Dalle 16:01, infatti, cominciano bombardamenti di messaggi e chiamate da chiunque e ovunque, così come dialoghi sul gruppo della classe. E’ tempo di fare i compiti del giorno dopo e studiare per eventuali verifiche.

DALLE 15:30 ALLE 16:00 MI GODO GLI ULTIMI MOMENTI DI SILENZIO. E’ LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA

La giornata prosegue con momenti diversi ma alle 19:00 arriva il momento della cena e alle 20:00 ripasso e concludo quello che non ho avuto voglia o tempo di fare il pomeriggio. Dalle 21 alle 22 arriva il momento di chiamare su Skype il mio compagno di guerra e affrontare insieme ondate di nemici su Xbox Live. E ovviamente queste battaglie ci ricordano sempre che ormai non siamo più bravi ai videogiochi come un tempo, ma il divertimento è rimasto sempre allo stesso livello nel corso degli anni.

Alle 22:15 è tempo di fare un ultimo check delle notizie prima di andare definitivamente a dormire.

SONO I MOMENTI DI RISATE E DI DIVERTIMENTO QUELLI CHE CI PORTEREMO DIETRO COME RICORDO DEL LICEO NEL NOSTRO FUTURO, NON LE LEZIONI E I RISULTATI DELLE VERIFICHE

Leggendo queste righe sembra quasi che la vita nella mia classe sia un continuo ridere e scherzare. Ovviamente non è così. Forse. Il fatto è che sono profondamente convinto delle necessità di dare uno spazio importante anche a queste cose. L’errore che molte persone fanno è preoccuparsi TROPPO solo ed esclusivamente dei voti di scuola. Non che siano poco importanti. Ma l’interazione coi compagni, con tutto quello che gira attorno, è una parte fondamentale della vita scolastica. Sono infatti i momenti di risate e divertimento quello che ci porteremo dietro come ricordo del liceo nel nostro futuro, non le lezioni e i risultati delle verifiche.

E’ SOLO QUESTIONE DI TROVARE IL GIUSTO EQUILIBRO

Bisogna trovare il giusto equilibro tra i momenti di svago e quelli di puro studio e attenzione. Si tratta solo di questo, e ognuno di noi deve trovare la via di mezzo che ritiene giusta.